Alimentazione, meditazione e controllo dello stress! (Parte seconda)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come funziona il cortisolo in risposta a stimoli stressogeni esterni ed abbiamo introdotto l’argomento “cortisolo-alimentazione, che è altrettanto importante. Il nostro modo di mangiare ci porta spesso ad avere picchi glicemici dovuti all’ingestione di carboidrati raffinati e ad alto indice glicemico ( pane bianco, pasta, biscotti ecc ecc). Questi picchi portano ad una ipersecrezione di insulina, necessaria per controllare la glicemia. Troppa insulina porta via troppo glucosio dal sangue e questo conduce ad una eccessiva riduzione della glicemia (ipoglicemia), Un basso livello di zucchero nel sangue viene percepito dall’organismo come situazione di carestia o digiuno, la qual cosa conduce (anche) ad una ulteriore produzione di cortisolo.

Comunque, combattere lo stress ed i suoi deleteri effetti sull’organismo, anche se non facile, però è sicuramente possibile! L’importante è avere una strategia che ci impegni su due fronti. Uno è sicuramente quello di una alimentazione che controlli nel modo migliore la glicemia durante tutta la giornata (e la dieta a Zona sicuramente rispecchia questo requisito fondamentale). L’altro è quello del relax mentale.

A questo scopo la meditazione è sicuramente un alleato preziosissimo per il nostro benessere psico-fisico. I ritmi frenetici della vita moderna portano la Mente ad un sovraccarico di informazioni e squilibri di natura energerica. Tutto ciò viene percepito come una situazione di stress dato che l’organismo non riesce a fronteggiare questo sovraccarico di stimoli e informazioni. Una mente rilassata invece riesce a svolgere qualsiasi lavoro rapidamente ed efficacemente. Uno stile di vita equilibrato che otteniamo con una alimentazione corretta e grazie a tecniche di rilassamento mentale ci permette di gestire al meglio eventi normali, speciali e straordinari. Come dice Barry Sears “probabilmente il modo migliore per rilassarci sarebbe vivere di rendita in un casolare immerso nel verde. Sfortunatamente per la maggior parte di noi non è un sistema concretamente praticabile. Ma quello che sicuramente possiamo fare tutti è ridurre i livelli di Cortisolo applicando specifiche tecniche di rilassamento (……..) e qui entra in gioco la Meditazione”.

E’ importante comunque essere consapevoli che la meditazione per avere effetti tangibili deve comunque essere fatta sotto la guida di insegnati esperti che sopratutto nei primi tempi, insegnino bene le varie tecniche e deve essere il più possibile costante nel tempo. Alimentazione e meditazione sono una coppia che deve agire insieme e in modo affiatato per permettere di vivere una vita più rilassata con una mente più tranquilla.

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Alimentazione, meditazione e controllo dello stress! (Parte prima)

Sei Stressato!!! Quante volte abbiamo sentito dire questa frase? Che fosse rivolta a noi o a parenti, amici o colleghi poco importa. Ciò che importa è che immediatamente dopo la persona cui è stata rivolta si domanda cosa fare per ridurre lo stress, e il più delle volte le risposte sono molto vaghe o al massimo ci diciamo di prendere una vacanza. Fondamentalmente però in pochi ci domandiamo “cosa è lo stress?” Conoscerlo è il primo passo per riuscire a superarlo!

In realtà lo stress di per se non ha niente di negativo, anzi è un meccanismo molto prezioso, addirittura fondamentale per la sopravvivenza se pensiamo a cosa poteva succedere ai nostri antenati nella preistoria o anche semplicemente a piccole situazioni moderne come per esempio guidare la macchina in mezzo al traffico! Le fasi che attraversiamo quando ci troviamo davanti ad un agente stressogeno sono quella di “allarme”, nella quale ci attiviamo e ci prepariamo a qualcosa che non sappiamo bene cosa sia; quella di “attenzione”, nella quale aumentiamo la soglia di vigilanza e tutto l’organismo sta in tensione nell’attesa che qualcosa accada; ultima (fondamantale) è la fase di “ritorno alla normalità”, ovvero l’agente stressogeno è passato (indivuato, superato…) e i livelli di allarme e attenzione tornano al livello precedente l’arrivo dell’agente stressogeno. Lo stress è quindi un ottimo sistema di difesa ad agenti esterni potenzialmente pericolosi. Ed allora dove sta il problema? Il nodo della questione è che oggi la fase di attenzione si protrae per periodi molto lunghi, cioè diventa in un certo senso cronica.

In tutto questo un ruolo molto importante lo riveste il Cortisolo, che non per niente viene chiamato l’ormone dello stress. Questo importantissimo ormone svolge fondamentalmente una funzione energetica aumentando la glicemia (livello di zucchero nel sangue) agendo sulla gluconeogenesi, ovvero sulla produzione di glucosio nel fegato. Questo ruolo ha notevole importanza in situazioni di bassi livelli di glucosio ematico, situazione tipica del digiuno o delle prime ore della mattina. Altra funzione è quella antiinfiammatoria che avviene però limitando o sopprimendo l’attività del sistema immunitario

Nelle situazioni di stress il cortisolo viene stimolato da altri ormoni rilasciati da una parte del cervello chiamata ipofisi e in questa situazione è fondamentale. Il problema, come si diceva prima, è che gli agenti stressogeni non sono più agenti che ci stimolano raramente, ma oggi la stimolazione è diventata cronica! Il risultato che otteniamo è quindi quello di avere alti livelli costanti di Cortisolo indotto dall’ambiente.

Come se non bastasse tutto questo, si deve aggiungere anche il cortisolo prodotto a causa di un’alimentazione non corretta. Cortisolo e Alimentazione sarà l’argomento della seconda parte insieme all’altrettanto importante aspetto della meditazione.
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Positive biology e dieta a Zona

Positive Biology. Forse non tutti hanno sentito parlare di questa nuova branca della biologia. Si tratta, in estrema sintesi (e chiedo scusa se la sintesi è eccessiva per chi se ne occupa!), di studiare e valutare le persone sane, e capire quali siano i loro meccanismi per restare sani per poi estrapolarli e consigliarli a tutti. Un meccanismo diametralmente opposto a quello cui siamo ormai abituati, ovvero anziché studiare la malattia per poi curarla, cercare di capire perché alcune persone restano sane, estrapolare i concetti e applicarli a tutti! Sempre maggiore importanza riscuote in questo senso l’alimentazione con concetti che sempre di più stanno entrando nelle case delle persone, come per esempio gli alimenti funzionali, oppure gli antiossidanti e tanti altri.
La dieta a Zona, essendo ricchissima di frutta, verdura e spezie (ovvero tra i maggiori alimenti funzionali e antiossidanti) in un certo senso ripercorre i concetti della Positive Biology in quanto la prima “indicazione” per questa alimentazione è per coloro che stanno bene, ma desiderano stare ancora meglio. La Zona infatti nasce solo ed esclusivamente come alimentazione preventiva nei confronti di alcune situazioni patologiche o potenzialmente patologiche. In questo modo non si aspetta di ammalarsi ma si attua un’alimentazione che può controllare l’insorgenza di alcune patologie. Chiaramente la Zona non può promettere la salute eterna, questo è bene metterlo in chiaro, ma sicuramente può promettere un migliore benessere. Il trucco, se vogliamo chiamarlo così è tutto nel controllo di alcuni ormoni che determinano l’insorgenza o meno di una situazione infiammatoria che è alla base di molte malattie. Ecco perché i primi a poter beneficiare di questa alimentazione sono proprio i soggetti sani! Come dice un noto proverbio, “prevenire è meglio che curare”!
Ovviamente questa alimentazione a maggior ragione si rivolge anche a chi ha problemi metabolici, cardiovascolari e di patologie infiammatorie. Questi troveranno in primo luogo un miglior senso di benessere nonostante le patologie, ma potranno anche in alcuni casi e sempre sotto il controllo del proprio medico, ridurre i farmaci prescritti. Ripeto SOLO E SEMPRE sotto il controllo e le indicazioni del proprio medico.
Un esempio è dato dall’ipertensione. Se controllo le sostanze infiammatorie che mi restringono i vasi sanguigni e simultaneamente perdo peso, sicuramente avrò bisogno di meno farmaci e il vostro medico vi controllerà e vi indicherà la nuova giusta posologia.
Per chi vuole saperne di più sulla Positive Biology qui c’è un link ad uno degli articoli che spiegano i concetti più in profondità! http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22281805

Dott Lorenzo Dal Canto
Biologo Nutrizionista – Zone Consultant Certified
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Magri o sani?

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La gente tende sempre ad associare il concetto di salute con quello di magrezza, ed in effetti questo ha una solida base di verità, ma…

Ma in realtà si nota che anche i magri soffrono di patologie, diverse come incidenza e prevalenza, ma comunque presenti. Le patologie che colpiscono tutti, magri o grassi, sono patologie a carattere infiammatorio. Infatti è vero che il grasso è a tutti gli effetti un tessuto che genera infiammazione, ma questa può derivare anche da abitudini alimentari scorrette e poco importa se l’apporto energetico assunto viene consumato nella quasi totalità. In parole semplici se uno è magro non è detto che non soffra di infiammazione silente (ovvero un tipo di infiammazione che resta sotto la soglia del dolore, che quindi non percepiamo e che è causata nella maggior parte dei casi da una alimentazione non equilibrata) e quindi può essere a rischio di sviluppare patologie a base infiammatoria. Ovviamente il sovrappeso e l’obesità incrementano questo rischio in modo notevole, ma al tempo stesso un BMI normale da solo non pone al riparo di sviluppare infiammazione. In questi giorni sono stato a Milano a seguire le ultime novità scientifiche in tema di alimentazione e il tema del congresso di quest’anno è proprio su come usare una alimentazione equilibrata per combattere l’infiammazione, sempre più riconosciuta come causa principale di moltissime situazioni patologiche. Le ultime notizie dal mondo della scienza dicono che l’alimentazione è capace non solo di limitare l’infiammazione ma addirittura di modificare l’espressione dei nostri geni portando ad una maggiore produzione di sostanze antiinfiammatorie. Il tutto parte da un’alimentazione a basso carico glicemico, che quindi controlla i livelli di insulina, ma altrettanto importante è l’integrazione con omega 3. Altra integrazione importantissima è quella con i polifenoli. La loro importanza è ancora maggiore di quanto si pensava perché non agirebbero semplicemente come anti ossidanti, ma addirittura stimolerebbero le cellule stesse a produrre sostanze anti-ox!
In sintesi si può dire che il miglior modo di combattere l’infiammazione silente è quindi un’alimentazione equilibrata in carboidrati a basso indice glicemico e proteine “low fat”, associata ad un’integrazione di omega 3. Le ultime ricerche inoltre conferiscono sempre maggiore importanza ai polifenoli.
Nessuna paura, ovviamente, ma è importante sapere e considerare che il benessere non si misura solo con la bilancia.

Dott Lorenzo Dal Canto
Biologo Nutrizionista – Zone Consultant Certified
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ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA E INVECCHIAMENTO CUTANEO

Il ruolo dell’alimentazione antinfiammatoria nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo
Barry Sears, Ph.D., Inflammation Research Foundation, Marblehead, MA, USA.
Sintesi della relazione al Congresso di Medicina Estetica SEME 2014; Malaga 22 febbraio 2014
La sostanziale causa dell’invecchiamento della pelle può essere ricondotta a fattori infiammatori. (…) Questi comprendono le radiazioni UV che causano la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e una dieta pro-infiammatoria. Una dieta pro-infiammatoria induce la produzione dei prodotti glicati finali (AGE) e un eccesso di acido arachidonico (AA), che è precursore di potenti ormoni infiammatori come le prostaglandine e i leucotrieni. La principale terapia per rallentare il processo dell’invecchiamento cutaneo è una dieta anti-infiammatoria che si basa su un basso carico glicemico e contiene ridotte frazioni di acidi grassi omega-6. Questa combinazione consente di ridurre la formazione sia di AA, che di AGE. I vantaggi di tale dieta anti-infiammatoria possono essere notevolmente aumentati dall’assunzione di integratori anti-infiammatori, tra cui gli acidi grassi omega-3 ad alto dosaggio e i polifenoli purificati. Gli acidi grassi omega-3 (specialmente l’acido eicosapentaenoico o EPA) possono inibire la fase iniziale dell’infiammazione e accelerare la fase di risoluzione dell’infiammazione. (…)
In sintesi, un completo programma dietetico anti-infiammatorio, basato su una dieta a basso carico glicemico abbinata a integratori anti-infiammatori, ha il potenziale non solo di prevenire l’invecchiamento della pelle, ma anche di iniziare il processo di guarigione delle lesioni in atto della pelle.

Titolo Originale:
The Role of Anti-Inflammatory Nutrition in the Treatment of Aging Skin
Barry Sears, Ph.D., Inflammation Research Foundation, Marblehead, MA, USA
Tratto da: http://www.zoneacademy.it/

Dott Lorenzo Dal Canto
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Finite le feste, cosa fare per il nostro benessere?

Solitamente appena passate le feste in molti si pensa a perdere tutto ciò che abbiamo “guadagnato” in questo periodo! il modo migliore, come sempre del resto, è quello di non smettere di mangiare , o digiunare, e nemmeno quello di andare avanti ad insalatine e acqua (ammesso che qualcuno ci riesca!).

Equilibrio è la parola magica che ci deve accompagnare durante tutto l’anno e subito dopo feste come quelle trascorse dobbiamo tenerne da conto in modo ancora più …equilibrato!

Se è vero che ovviamente ognuno di noi è diverso e necessiterebbe di valutazioni personalizzate, è vero altrettanto che alcune piccole risposte a carattere generale si possono dare ad ipotetiche domande.

D) Ho mangiato tanto e mi sento in colpa verso me stesso/a!

R) Il senso di colpa è qualcosa che non dovrebbe mai esistere e tantomeno nell’alimentazione. Il rischio è che a causa sua si aumenti lo stress ( che tendenzialmente tende a consumare massa magra e accumulare grasso per una serie di reazioni ormonali) e non si veda poi il cibo come il nostro miglior alleato per il benessere, come in realtà può essere, bensì come un nemico.

D) Tutti i sacrifici fatti li ho persi?

R) Qui la risposta è doppia. In primo luogo se avete fatto sacrifici NON avete seguito un’alimentazione corretta! Questa infatti deve essere uno stile di vita che ci fa sentire a posto con noi stessi e con il nostro organismo e non un qualcosa che ci stressa (vedi sopra cosa comporta lo stress!) Comunque se l’alimentazione era corretta ed equilibrata anche se con qualche sacrificio, sicuramente non avete perso i benefici che avete avuto. Diciamo che in questo momento li avete “messi da parte”, bisogna essere pronti a tornare a sfruttarli

D) Ho straviziato per tanti giorni, ora devo mangiare solo insalata scondita?

R) Ovvio che questa è una esagerazione, (anche se molto meno rara di quanto si pensa!)No, assolutamente no! Bisogna tornare ad una alimentazione equilibrata, ovviamente in questo periodo deve essere molto equilibrata e non deve contenere alimenti “sconsigliati” o ad alto indice glicemico come zuccheri, cerali raffinati alcol ecc e nemmeno grassi animali. Insomma, bisogna mangiare un po di tutto!

D) Visto che sono aumentato/a di peso posso saltare la colazione così la mattina consumo le riserve accumulate in questi giorni?

R) Mai! In assoluto non bisogna mai saltare la colazione. Certo non va fatta con il pandoro avanzato dalle feste, ma una buona colazione in “Zona”, ancor meglio se salata è la migliore in assoluto. Un esempio potrebbe essere dell’albume d’uovo  cotto in tegame con una spolverata di grana grattugiato e una frutta.  Oppure del prosciutto crudo con frutta e una noce. Queste colazioni sono equilibrate in proteine, carboidrati, e grassi, così come, se uno preferisce una colazione dolce, uno yogurt con una frutta e con ricotta vaccina! L’importante comunque è non saltare la colazione, non serve a bruciare i grassi e non vi aiuta per il benessere!

D) Se in quantità ridotta, posso mangiare pane e pasta?

R) Cercate di eliminare in questo periodo tutti i carboidrati ad alto indice glicemico (Pane , pasta, dolci, zucchero, pizza, alcol ecc) e sostituiteli con abbondanti porzioni di verdura (escluso patate, carote cotte e zucca) e frutta (escluso banane uva). per un periodo di due/tre settimane verdura e frutta dovranno essere le sole vostre fonti di carboidrati

D) Perché dopo queste feste mi sembra di avere più fame del solito?

R) Perché l’abuso di carboidrati di questi giorni ha riattivato un meccanismo metabolico/ormonale del nostro organismo per cui richiediamo sempre più carboidrati ad alto indice glicemico. Per ovviare a questa situazione bisogna fare spuntini (yogurt, oppure bresaola con frutta e noce, oppure un frutto accompagnato da un piccolo pezzo di formaggio oppure un bicchiere di latte, in quantità variabile a seconda delle proprie necessità) nella mattinata, nel pomeriggio e prima di andare a letto. In questo modo offriamo all’organismo un rifornimento prima che ce lo richieda ovveroprima di avere fame. In questo modo preveniamo quella sensazione brutta di doverci buttare sulla prima cosa che troviamo, e di solito l’organismo ci richiede carboidrati di alto indice glicemico e decidere noi cosa mangiare. Passato un certo periodo la sensazione di “fame di carboidrati” passerà!

Questi sono solo alcuni punti da considerare in questo periodo. In generale le cose da fare sono: 1) Tornare a mangiare equilibrato come prima delle feste con attenzione ai carboidrati descritti prima; 2) Camminare almeno 30/45 minuti al giorno (camminare non vuol dire andare al centro commerciale a guardare le vetrine, ma ma mettersi un paio di scarpe comode e cercare una parco dove camminare, magari con un po di buona musica!); 3) cercare alimenti a basso tasso di grassi animali.

Ciao a tutti e buon rientro!!

Dott Lorenzo Dal Canto
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A tavola per le feste!!

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Periodo di feste, periodi di stravizi! Ma con la “zona” lo possiamo attraversare con serenità, senza tanti sacrifici ne’ per la linea ne’ per il gusto della festa. A dirlo sembra facile, vero? Ma con alcuni trucchi, piccoli e di poco sacrificio, sarà facile anche farlo!
Una delle cose più importanti da sapere e da ricordare è che non si ingrassa da natale a capodanno, bensì da capodanno a natale. Questo è un primo concetto che dovrebbe già …sollevarvi lo spirito. Un’altra cosa importante da tenere a mente e diffondere tra gli amici, conoscenti e parenti, è che la “zona” non è una dieta ma uno stile e una filosofia di vita, e nella vita di ognuno di noi, anche se la priorità deve essere data alle attività salutari, sono presenti (anzi devono essere presenti!) anche feste e divertimenti.
Dopo aver ricordato queste due cose fondamentali, vediamo ora come affrontare i pranzi e le cene di questo periodo attraverso alcuni punti importanti:
1) attenti alle porzioni! Infatti non è possibile (fosse anche solo per dovere di ospitalità) rinunciare ai piatti che in queste occasioni sono ovviamente carichi di cibi considerati “sfavorevoli”, ma è possibile contenersi nelle porzioni ed evitare bis o, peggio, tris.
2) cercare, nei limiti del possibile, di selezionare solo alcune delle portate sfavorevoli
3) attenzione a salse, sughi, condimenti a base di grassi. Non li evitare, ma mantenetevi sul minimo possibile.
4) sempre importante l’attività fisica. Ricordiamoci che specialmente in questi giorni l’organismo necessita di attività fisica per mettere in moto tutti i muscoli e non solo quelli …masticatori! 30 o 40 minuti minimo di camminata sono sufficienti per mantenere attivo il corpo. Probabilmente non per bruciare tutto quello che si mangia, ma una una buona mano la danno! Una delle attività fisiche che personalmente raccomando è il Nordic walking; semplice come camminare, ma a differenza della camminata, mobilizza quasi tutti i muscoli del corpo.
5) sfruttare al meglio i pasti tra una festa e l’altra. Nei giorni che passano tra una feste e l’altra si deve seguire un’alimentazione un po’ più precisa a base di carboidrati a basso indice glicemico (verdura, frutta), proteine da carni bianche, pesce o, meglio, vegetali e limitare i grassi solo a poco olio extra vergine d’oliva o frutta secca (noci per esempio). È importante sapere comunque che si deve mangiare secondo le proprie necessità ed evitare digiuni o pasti “minimalisti”. Certamente però i pasti dovranno essere prevalentemente, se non addirittura esclusivamente formati da alimenti altamente consigliati come indicato poche righe sopra.
6) ricordarsi l’importanza dell’integrazione con Omega 3 sopratutto in periodi come questi, ricchi di grassi saturi.
Queste sono pochi consigli che vi permetteranno di ammortizzare in modo eccellente gli stravizi di questo periodo.
Buone feste!!
Dott lorenzo Dal Canto
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Alimentazione antiinfiammatoria

La Zona fonda i suoi principi fondamentali su un concetto di dieta che moduli l’effetto infiammatorio o antiinfiammatorio di quegli ormoni che possono essere regolati, appunto, con la dieta e con una corretta assunzione del cibo.

Il cibo in effetti può, regolando gli ormoni insulina e glucagone, incidere in modo rapido ed importante su un tipo di infiammazione che pur restando sotto la soglia del dolore (si definisce infatti “infiammazione silente” proprio perché non è percepibile) è presente e attiva a livello cellulare e molecolare ed altro non è che un possibile precursore di infiammazioni sintomatiche in vari distretti dell’organismo.

Limitando nella nostra dieta i cibi che aumentano gli ormoni che fanno alzare l’infiammazione  (principalmente l’insulina) ed al tempo stesso aumentare il consumo di quelli che agiscono sugli ormoni che tendono a ridurla (principalmente il glucagone)possiamo controllare meglio il nostro corpo sin dal livello molecolare e quindi agire sul nostro stato di benessere!

Con l’avvento della Zona si parla di endocrinologia (parte della medicina che studia le ghiandole che producono ormoni) alimentare. Infatti attraverso un preciso equilibrio tra i nutrienti, 40% carboidrati, 30% proteine e 30% grassi, noi possiamo tenere sotto controllo le risposte ormonali e più precisamente l’insulina e  il glucagone.

Questi a loro volta orchestrano la produzione di eicosanoidi. Questi ultimi sono dei “superormoni“, ad azione sia infiammatoria che antiinfiammatoria, e nel nostro organismo sono fondamentali, ma devono essere presenti con un preciso equilibro, orchestrato proprio da Insulina e Glucagone.

Proprio questo equilibrio è il segreto per raggiungere, conservare e godere uno stato ottimale di benessere psico-fisico!

Lorenzo Dal Canto

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La “Zona”, non una dieta, ma un corretto stile di alimentazione

Il nome più conosciuto è sicuramente “dieta a Zona” così come la chiama il suo ideatore, Dott Barry Sears, ma il termine “Dieta” porta a pensare a sacrifici e restrizioni alimentari per cui cerco sempre di evitarlo.  Infatti questa dieta, anzi, questo stile nutrizionale, non comporta nessun sacrificio particolare, né nella quantità, né nella qualità del cibo, fermo restando che alimenti, spezie, condimenti ecc dovranno essere valutati a seconda delle proprie esigenze! Per spiegare questa differenza con le diete “normali” basta sapere che la parola “Zona” indica semplicemente la zona di livello fisiologico di quegli ormoni regolabili con il cibo che permettono di ottenere uno stato ottimale di benessere. Questo è il perché cerco di non chiamarla dieta, ma nutrizione pro zona o, ancora meglio definisco la dieta a zona come un vero e proprio stile di vita per il benessere Questo  stile di vita si basa su tre concetti fondamentali:

1) alimentazione equilibrata tra carboidrati, proteine e grassi (che dovranno soddisfare rispettivamente il 40, 30, 30 % del fabbisogno energetico di ogni pasto o spuntino;

2) attività fisica anche moderata. Non è necessario iscriversi in palestra (anche se ovviamente aiuta) o diventare maratoneti, anche perché non tutti possono essere in grado di farlo. E’ sufficiente avere alcuni semplici accorgimenti quotidiani, come per esempio scendere dall’autobus alla fermata prima, parcheggiare la macchina un isolato più lontano, se si deve scendere le scale farlo a piedi, se si deve salire prendere l’ascensore fino al piano superiore e poi fare un piano in discesa a piedi e tanti altri piccoli accorgimento;

3) meditazione. In questo caso sarebbe meglio affidarsi all’inizio a qualcuno che possa insegnarla correttamente e poi dedicarsi 10 minuti alla mattina e 10 alla sera. Non è necessario diventare asceti o isolarsi sulle montagne del Tibet, bastano pochi minuti al giorno.

In questo modo si conduce dolcemente la persone dentro questa “Zona” ottimale e, cosa più importante, le persone arrivano a sentire la risposta del proprio corpo a ciò che esse mangiano!

Dott Lorenzo Dal Canto

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